Mi chiamo Lombardi Antonietta e sono una Libera Professionista che progetta Centri Estetici.

Una passione ed ossessione lontana del “PRIMA e DOPO”. Qualsiasi cosa vedessi la RIvedevo in un altro modo… una stanza, un abito, un packaging, un oggetto, un utensile anche nelle sue funzioni.

L’unica cosa che non mi sono mai permessa di Rivedere è tutto ciò che nasce spontaneamente e tutto ciò che di naturale esiste. La natura in tutte le sue forme e nelle sue soluzioni perfette mi ispira. I colori, le proporzioni, gli abbinamenti, i cieli stellati, il mare, il bosco, la frutta i fiori… I miei fiori preferiti i Tulipani Bianchi.

Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata” lo sosteneva

Albert Einstein.

La “biomimetica” ossia lo studio consapevole dei processi biologici e biomeccanici della natura come fonte di ispirazione per il miglioramento delle attività e tecnologie umane (def.) oggi riconosciuta anche nell’architettura e nel design, evidentemente e inconsapevolmente, mi apparteneva sin da piccola.

I dettagli, le materie prime, la ricerca dei materiali che sono alla base per la produzione di altri prodotti, sono i miei interessi principali che oggi trasferisco anche nella mia passione personale, la cucina!

In realtà da piccola, fino ai primi anni delle scuole superiori, la mia vera passione e che avrei voluto diventasse la mia professione era legata ai tessuti e al cucito! Dicevo che non volevo fare la sarta del paese, ma la sarta evoluta, quella che disegnava i suoi modelli poi li realizzava e li esponeva nelle mostre come si esponevano i quadri. Una visione insolita all’età di 8 anni!

Tutte le “paghette” le utilizzavo per comperare i tessuti, i bottoni gioiello, le bordure particolari ed i cartamodelli raccolti nelle riviste di Burda e La mia Boutique.

La Folgor nera a pedale della nonna con le finiture color oro è stata la mia compagna delle domeniche e delle sere quando mi era permesso rimanere alzata dopo il Carosello. Sicuramente ho iniziato a perdere la vista prima dei 10 anni, quando già allora avevo la pretesa di realizzare bene le asole dei bottoni dei vestiti delle Barbie!!! Finalmente il primo corso di Taglio e Cucito ma troppo basico, purtroppo nessuna Accademia a me accessibile per andare oltre.

A proposito, in un baule conservo ancora i tessuti, gli abiti iniziati e mai finiti, quelli trasformati e mai indossati, le riviste, i cartamodelli e naturalmente la mia Singer nera insieme a quella elettrica che nel frattempo mi ero comperata! Il mio stilista preferito da sempre GIORGIO ARMANI!

La vincita del Primo Premio alle Superiori per il disegno della divisa di una squadra di Rugby e il riconoscimento di una modella importante per un abito da me disegnato, le uniche soddisfazioni pubbliche per questa vera e grande passione!

Oggi mi diletto ad entrare nei negozi di tessuti, mi piace quel profumo, cercare ancora le vecchie mercerie e qualche volta aggiornare e trasformare abiti oltre che decorare alcuni particolari di casa! 

Di quel mondo mi è rimasta la “fissa” dei coordinati, delle cuciture, di guardare le rifiniture soprattutto quelle che non si vedono, perché da lì si comprende la cura dell’esecuzione. Della pulizia delle linee per apprezzare la manifattura. Del rovescio, del capovolto, dell’ALTRO PUNTO DI VISTA!

Sfoglio le riviste dalla fine, Progetto gli arredi per poi pensare alla struttura che li contiene, acquisto un accessorio e poi cerco l’abito, parto da un buon vino per abbinare il cibo… tutti elementi che sin da giovane mi hanno definita una “Precisina e Rompiscatole” e dell’appellativo di mia mamma “sei fatta tutta al contrario!”

Elementi che mi caratterizzano nel bene e nel male e che con il passare del tempo ho sviluppato, corretto ed interpretato nel mio lavoro. 

E’ sicuramente nelle CONSULENZE D’IMMAGINE che eseguo nei Centri Estetici e non solo che emerge in modo evidente questa caratteristica.

Amo il mare, soprattutto d’inverno e comunque quando e dove non ci sono molte persone. Il vento il mio elemento naturale. Per questo la barca a vela è ciò che mi piace fare appena ne ho l’opportunità. Non mi muovo con agilità per le attività della navigazione, per questo anche in barca mi occupo della cambusa… attività complementare importante, per la quale mi organizzo come se avessi una società di catering indipendentemente dai partecipanti!

Mi compiaccio vedere gli amici apprezzare oltre al cibo anche la mise en place. Cucinare per qualcuno e servire in modo armonioso, li trovo una forma d’amore!

Adoro la pioggia, non mi rende per niente triste. Mi piace uscire quando piove, entrare nelle pozzanghere e sentire il profumo della natura. Fotografo i cieli e cerco di interpretare le nuvole!

Mi piace viaggiare per scoprire mondi a me sconosciuti dai quali trarre ispirazione, il mio mezzo preferito è la moto. Sicuramente non è il massimo della comodità, ma è certamente il mezzo che mi permette di vivere il vento, di immergermi completamente e di concepire il trasferimento stesso come viaggio. Abbassare la visiera è un po' come chiudere con la quotidianità ed entrare in un altro mondo, quello che ti sta attendendo. E’ fermarsi all’improvviso senza spazio, è raggiungere mete anticonvenzionali, è ridursi al minimo per vivere al massimo l’emozione del viaggio!

Una visione forse anche un po' romantica, perché no!

Mi piace scrivere, scrivo di getto, senza una regola e un orario. Scrivo lettere ancora a mano come disegno sempre a mano la bozza di tutti i miei progetti.

Mi spiego meglio se disegno.

In realtà a mano non disegno bene ma l’idea non mi viene usando un computer. È innaturale! Ogni pezzo di carta va bene. Il tovagliolo al ristorante, il retro dello scontrino, la carta riciclata (altra fissazione il riciclo) fino ad arrivare alla sabbia e alla terra se non ho altro!

Trasformare e Riciclare un prodotto base in qualcosa di completamente diverso nel suo aspetto e nella sua funzione e proporlo è qualcosa che mi affascina da sempre!

Figlia di un falegname, le creazioni di arredamenti importanti su misura, sono state i miei riferimenti da sempre. Il profumo del legno appena tagliato, le resine naturali, gli incastri senza ferramenta e vedere davvero un tronco trasformarsi in un mobile sono gli elementi che ancora oggi mi incantano e mi riportano a ricordi indelebili.

Il mio percorso professionale spazia dalla progettazione e realizzazione di arredi commerciali di ogni genere, alla progettazione di interni, alla realizzazione di collezioni naturali per aziende produttrici di mobili per casa, alla consulenza d’immagine per aziende e progettista per mobilifici.

Ma perché solo i CENTRI ESTETICI? Perché li ho sempre visti come i luoghi dove una persona entra in un modo ed esce in un altro … il “PRIMA e DOPO”!

Il mio Prima e Dopo… Il loro Prima e Dopo… Il collegamento!

Da molti anni progetto questi ambienti che hanno visto una trasformazione importante negli ultimi tempi. Da sempre interpretati come spazi facili da progettare e realizzare, perché poco preparate ed esigenti erano anche le estetiste, mi sono da sempre impegnata affinchè le progettazioni non fossero “semplicemente” una suddivisione dello spazio in più cabine possibili, con qualche decorazione ed arredi che si ripetevano e rendevano molto simili tutti i Centri.

Nell’UNICITA’ della progettazione come elemento di differenziazione ci credo da sempre! Se da un lato uniformarsi alla moltitudine delle proposte può sembrarci rassicurante, dall’altro, per distinguerci, c’è la necessità di evidenziare la propria unicità e identità anche dal punto di vista progettuale, trovando uno stile personale all’interno del quale identificarsi e muoversi in sintonia e coerenza.

Stile, Coerenza, Identità, Dettagli sono i fili conduttori di ogni progetto e sono gli argomenti principali dei miei corsi, degli eventi formativi per il C.F.P. Zanardelli Brescia sulle quarte annualità del settore Estetico-Acconciatura e nei workshop che organizzo per me e per le organizzazioni aziendali che sono attente e sensibili all’argomento dell’ambiente, inteso come forma di comunicazione del proprio Brand.

Progettare Centri Estetici interpretando lo Stile arredativo che rappresenta l’Estetista, insieme alle sue capacità e alla sua immagine, sono gli ingredienti che lasceranno una traccia inconfondibile di empatia e fedeltà nella cliente e che faranno la differenza!

Lo Stile, non solo in una forma, in un colore, in un materiale, ma nella sinergia di contenuti di valore e di pensiero, all’interno di una comunicazione tangibile ed intangibile fatta di sentimenti e passione, rendono uniche le estetiste e i loro ambienti.

Lo stile però deve racchiudere tutti gli aspetti di Coerenza tra l’immagine dell’Estetista e tutti i significati e valori associati all’ambiente. La Coerenza tra quello che siamo e quello che mostriamo è fondamentale, facilita la comunicazione, spesso difficile, rende più autentici e meno impostati «… siate il vostro ambiente, perché noi siamo esattamente il luogo in cui abitiamo e lavoriamo…».

Credo fortemente nell’importanza e nel profondo valore di tutte le forme d’IDENTITA’ come elementi imprescindibili per distinguersi dai competitors ed affermare la propria presenza.

Nella PERSONAL IDENTITY come espressione della propria personalità, dell’esperienza dell’estetista, nella manifestazione di un nome e di un’immagine.

Nell’IDENTITA’ DI LUOGO, nell’importanza cioè di come gli ambienti influenzano il modo di essere, agire, relazionarsi e generare comportamenti diversi. In un Centro Estetico le persone spogliano non solo un corpo ma spesso anche un’anima e quindi ciò che le circonda deve essere assolutamente armonioso. Le proporzioni dei volumi, le dimensioni delle cabine, i colori, le luci sono tra gli elementi più importanti per restituire l’equilibrio tangibile ed intangibile che fa stare bene.

Nell’IDENTITA’ VISIVA che è l’insieme di tutti gli elementi che concorrono a creare e definire l'identità del Centro Estetico. Il nome, il logo, il carattere, i colori, tutto il materiale cartaceo e non coerente con il messaggio Istituzionale.

Ma è nuovamente e sempre nel Dettaglio, nelle cose belle e fatte bene, pensate e studiate nelle sfumature, che mi muovo quando progetto un Centro Estetico. È sempre da un Particolare, mai uguale, che parte una progettazione. Da una particolarità della struttura, da un oggetto caro all’estetista, funzionale e non, dalla forma e colore del logo piuttosto che dalla divisa. La suddivisione non si crea solo dalla richiesta funzionale, ma tutto, spesso, ruota e prende forma da qualcosa di assolutamente insolito che permette di liberare la Creatività e non ingessarsi negli schemi che rendono tutti i Centri Estetici simili.

Insomma niente di fisso o preconfezionato. Oggi tra l’altro la tecnologia, i materiali, le finiture, i complementi, facilitano e permettono realizzazioni versatili, facili nella loro trasformazione e nella capacità di essere ed avere contemporaneamente più funzioni.

Spazi che devono diventare aperti, dinamici, facilmente riorganizzabili.

Poche cose fisse, solo quelle legate ad impianti importanti, tutto il resto deve sapersi trasformare, ruotare, spostare, aggiungere e togliere. Ed è così che il Centro estetico diventa un teatro, un luogo aperto, visibile, un ambiente in continua trasformazione, dove si dialoga, dove ci si incontra, dove si educa e dove l’immagine coerente e l’ambiente sono le prime forme di comunicazione per una clientela sempre meno flessibile alla ricerca di luoghi professionali nei quali riconoscersi e capaci di restituire un benessere globale!

Amo progettare ed arredare i Centri Estetici e mi dispiaccio quando si banalizzano perché insieme si banalizza anche un meraviglioso mondo fatto di donne forti e capaci che sono le Estetiste.

Solo l’esperienza, la conoscenza e la sensibilità di tutto questo permette di restituire attraverso la progettazione un Sogno Unico come Uniche sono le loro Protagoniste!

A loro sono grata, perché ogni giorno mi stimolano a studiare, a fare ricerca e rendono il mio lavoro la mia vera dedizione!

Antonietta